| |
NON CI SONO PER NESSUNO di Stephen Leacock
Una commedia scatenata, costruita come una macchina comica che scena dopo scena prende sempre più velocità fino a trasformare un normalissimo pomeriggio in famiglia in una valanga di imprevisti, sorprese e situazioni irresistibilmente assurde.
Ci sono commedie come questa, in cui si ride perché si sa benissimo che sta per succedere qualcosa di terribile… e si guarda il protagonista mentre cerca disperatamente di impedirlo.
Il risultato è uno spettacolo leggero, imprevedibile e contagioso, nel quale il pubblico assiste divertito all'inevitabile disastro che non arriva neanche tutto insieme, ma che si costruisce a piccoli passi felpati con una perfida precisione quasi geometrica. Perché a volte il modo migliore per capire quanto ami la tua famiglia è semplicemente… provare a passarci un pomeriggio insieme.
A ME GLI OCCHI di George Feydeau
Una piccola commedia. Un grande pasticcio. Attraverso una comicità fisica e intelligente, capace di giocare contemporaneamente sull'assurdo e sulla fragilità umana, si sviluppa una vicenda brillante, folle e sorprendente, in cui basta incrociare uno sguardo per perdere il controllo, una vicenda in cui nessuno è davvero padrone di se stesso. Pur nascendo dalla penna di un autore dei primi del Novecento, lo spettacolo è stato in parte riscritto in una forma più moderna e vicina alla sensibilità di oggi. Il linguaggio, il ritmo e il modo di costruire le situazioni rendono così la commedia immediata e accessibile, senza perdere però quel gusto per l'assurdo, la sorpresa e la comicità che rende Feydeau ancora così divertente. |