Il teatro Caboto in collaborazione con
l’Associazione Teatro Europa (A.T.E) presenta il cartellone
2011-12. Alla sua VI° stagione di Prosa, il Caboto può considerarsi
una realtà all’interno del variegato panorama teatrale della
città di Milano. Classificato dallo stesso Comune tra “i piccoli
teatri”, si vanta di non godere di alcuna forma di finanziamento
né pubblico né privato e di andare avanti solo grazie agli incassi. Il gradimento del pubblico, quindi, come vitale
criterio di scelta artistica. Grazie alle stagioni passate (più
di 80 titoli tra compagnia stabile e compagnie ospiti) e registrando
un costante aumento di spettatori e di interesse, unito a frequenti
manifestazioni di apprezzamento, la direzione artistica di Gianluca
Frigerio e di Anna Battaglia ha maturato una propria linea di
“intrattenimento-culturale” nella programmazione del cartellone.
Da una parte il teatro come veicolo di diffusione della cultura
e dall’altra lo spettacolo come occasione d’intrattenimento.
Cultura ed intrattenimento non si escludono, ma si compensano,
valorizzandosi reciprocamente, grazie al genere degli spettacoli
proposti. Innanzi tutto, le commedie comiche come occasione di puro intrattenimento per passare una serata spensierata. Poi l’adattamento per il teatro dei grandi
romanzi, conosciuti al grande pubblico, romanzi che appartengono
all’immaginario di tutti, letti spesso ai tempi della scuola,
fornisce la preziosa occasione di vederne i personaggi in carne
e ossa, seguire la vicenda dal vivo, ricordare il romanzo diversamente
ed in fondo conoscerlo meglio. Adattamento per il palcoscenico
concepito per lo spettatore moderno, con i ritmi di oggi, privilegiando
i temi del romanzo più vicini a noi, scegliendo e valorizzando
i meccanismi della teatralità per metterla in sintonia con la
letteratura e a servizio dell’autore. Poi gli autori classici,
comici e drammatici, autori che hanno fatto la storia della
letteratura teatrale, da sempre rappresentati perché da sempre
hanno parlato dell’uomo e di cosa l’uomo universalmente è fatto.
I classici rappresentati al Caboto acquistano il valore di una
realtà a sé: elementi di scenografia essenziali, rappresentativi,
creativi all’interno di uno spazio scenico dove la luce racconta,
evoca, snoda il filo narrativo, personaggi affidati unicamente
alla presenza e alla capacità degli attori, che da soli “fanno
lo spettacolo”, creano l’illusione, per un teatro vivo, reattivo,
non di regia e di forma, che in ogni replica deve essere diverso,
per essere e accadere lì e adesso. Ed infine generi di più marcato
intrattenimento come il giallo e le commedie in lingua milanese.
Per ciò che attiene al giallo, non v'è divertimento senza passione
e la passione nasce da qualcosa che ci intriga, ci strega e
ci cattura. Cosa risponde meglio a questi requisiti se non un
giallo a teatro? Dove, al contrario della realtà di tutti i
giorni, alla fine tutti i pezzi tornano a posto, e noi restiamo
con l’appagante e rara sensazione che, per una volta, ogni cosa
si sia risolta nel migliore dei modi. Il genere è quello del
dramma, anche se del dramma non ne ha la pesantezza, un po’
perché la vicenda stessa intriga il pubblico a seguire con occhio
e orecchio da ispettore ed un po’ perché il ritmo generale dello
spettacolo deve sempre essere sostenuto, urgente. Una precisazione
infine sulla scelta di ospitare commedie in lingua milanese:
si tratta di lingua, appunto, non di dialetto e di commedie
scritte, non di canovacci popolari. Sono testi di straordinaria
potenza realistica e di credibilità immediata, non a caso o
fanno molto ridere o commuovono fino alle lacrime.
E, per, finire, ci piace riportare una frase del Maestro Carlo
Cecchi e farla nostra: “…il teatro deve essere qualcosa di semplice,
comprensibile a tutti, un’esperienza fresca ed immediata, come
un’improvvisazione.”
Settembre 2011